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Problematicismo
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Il mwawproblematicismo è la posizione mwbafilosofica di quelle dottrine che rifiutano la possibilità per l'uomo di raggiungere un sapere mwbqassoluto di tipo mwbgmetafisico o la convinzione mwbwdogmatica di attingere verità o principi metastorici ed eterni.
In questo senso nel problematicismo possiamo far confluire il mwcqpragmatismo, lo mwcgstrumentalismo, lo mwcwstoricismo ecc.
Contents
• Note
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Sapere di non sapere
Al contrario di dottrine, come lo mwdwscetticismo e il mweanihilismo, che giungono a conclusioni disperate di poter raggiungere un qualunque sapere certo per l'uomo, il problematicismo, che pure condivide con quelle la convinzione che non vi siano verità immutabili, tuttavia, rifacendosi in un certo senso alla formula mweqsocratica del mwegmwewsapere di non sapere, mantiene un atteggiamento critico aperto nei confronti di una verità che si presume mai conclusiva e definitiva, ma che non bisogna mai cessare di cercare con la propria ragione.
Esemplari in questo senso sono le dottrine filosofiche di mwfqKant e mwfgNicolai Hartmann che pur rigettando la metafisica che pretenda di presentarsi come scienza tuttavia, nonostante il carattere problematico ed mwfwaporetico di questa, la ritengono degna di studio e ricerca per le questioni di carattere generale che essa filosoficamente suscita e che da essa nascono.
Il problematicismo nella filosofia italiana del '900
Ugo Spirito
Nella sua opera mwhwIl problematicismo (mwia1948), Ugo Spirito dà una definizione compiuta del problematicismo identificandolo innanzitutto con quel senso di insoddisfazione e scontento che coglie il filosofo al termine di una riflessione da cui si origini una ricerca «mwiqcon l'occhio rivolto unicamente alla verità cui si anela, senza subordinare la ricerca a nessun presunto valore, a nessuna autorità, a nessuna pressione del senso comune e della forza della tradizione» (ibid. p. 61).
Il problematicismo tuttavia segna la constatazione di una crisi totale del sapere pur con la speranza di approdare a una verità non illusoria. Anzi lo stesso riconoscimento della problematicità del sapere può essere considerato come un'acquisizione di verità e di certezza. mwiwSo con certezza di non sapere.
Questa affermazione porterà Spirito a modificare in parte la sua dottrina passando dal problematicismo a quello che egli chiama mwjqonnicentrismo (cfr. Ugo Spirito, mwjgDal problematicismo all'onnicentrismo, in "mwjwGiornale critico della filosofia italiana", 1959, anno XXXVIII, pp. 56-75).
L'onnicentrismo
Il problematicista infatti pur dichiarando il suo non sapere definitivo mette in opera nonostante tutto le sue decisioni e le sue scelte. Nonostante la negazione iniziale di ogni criterio o principio assoluto, la vita stessa ci porta continuamente a delle affermazioni. Riproponendo la riflessione cartesiana, Spirito afferma che pur dubitando di tutti e di tutto lo stesso criterio del dubitare diviene paradossalmente un principio di sapere assoluto.
La filosofia non più come sistema, come ha dimostrato il fallimento dell'mwkwattualismo mwlagentiliano, ma come mwlqaspirazione alla filosofia lontana da ogni affermazione conclusiva ma che nello stesso tempo, rifiutando ogni scetticismo mwlgrelativistico, riconosca l'aspirazione umana alla ricerca dell'assoluto.
Antonio Banfi
Secondo Banfi tutta l'mwngesperienza è problematica e quindi nell'impossibilità di conseguire principi certi e definitivi per i nostri comportamenti occorre organizzarci in una serie di sistemi aperti e progressivi in cui far confluire i nostri atti sempre disponibili a confrontare e modificare i progetti e i valori umani in base a ciò che l'esperienza ci offre nella sua mutevolezza e ricchezza. Come ha insegnato mwnwMarx il pensiero nasce dalla realtà, la mwoateoria dalla prassi, dall'esperienza sempre diversa della vita, ed è dunque nostro compito filosofico e morale, prescindendo da ogni pretesa metafisica, adeguare i nostri atteggiamenti all'esperienza.cite-ref-1[1]
Note
cite-note-11. ↑ Il problematicismo banfiano si è esteso in vari settori, dall'mwqwestetica alla mwrapedagogia di cui un esponente di rilievo in Italia è stato mwrqGiovanni Maria Bertin.
Bibliografia
• Ugo Spirito, mwsqLa vita come ricerca, Sansoni, 1937.
• Ugo Spirito, mwswIl problematicismo, Sansoni, 1948.
• Ugo Spirito, mwtqDal problematicismo all'onnicentrismo, in "Giornale critico della filosofia italiana", 1959.
• Antonio Banfi, mwtwL'uomo copernicano, A. Mondadori, 1950.
• Baldacci Massimo, mwuqIl problematicismo. Dalla filosofia dell'educazione alla pedagogia come scienza, ed. Milella, 2004. ISBN 8870484025.
• Paolo Bettineschi, mwvaL'esperienza storica e l'intrascendibilità del conoscere. Sul sapere di non sapere, in «Rivista di Filosofia Neo-Scolastica», 2019, n. 3, pp. 521-529.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itproblematicismo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGustavo Bontadini, PROBLEMATICISMO, in Enciclopedia Italiana, II Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1949.
• citerefdizionario-di-filosofiaproblematicismo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citereftreccani-problematicismo-dizionario-di-filosofiaProblematicismo, in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.